Ho trovato un paio di cose interessanti dal sito del Centro Ufologico di Taranto. Cose che metterebbero in dubbio alcune cose che vengono propinate da anni come verità assolute della scienza moderna.
"Nel 1986 dal vulcano St. Helen fuoriuscì della lava, nel 1997 cinque campioni di quella colata lavica furono analizzati per essere datati col metodo dei radioisotopi (il metodo del potassio-argon per l'esattezza): il risultato fu non solo che eventi contemporanei furono datati in maniera completamente differente, ma che rispetto alla data reale (appena 11 anni) si ottennero date comprese fra poco meno di mezzo milione di anni e quasi 3 milioni di anni. L'errore percentuale massimo commesso in tale "misurazione" è di circa a 2.000.000.000%, leggasi 2 miliardi per cento!"
Com'è possibile? Non dico che tutte le datazioni siano necessariamente errate, ma quante sono scientificamente veritiere? Oppure alcuni scienziati, pur di dimostrare che hanno ragione loro, tentano in tutti i modi di non farci vedere gli errori dei metodi radiometrici di datazione, per poi poterci dire che "prove alla mano, la scienza dice..."?
A quanto pare questo "piccolo" errore di datazione, del quale nessuno ha detto nulla ai media più commercializzati, viene abilmente nascosto, forse per ovviare agli innumerevoli problemi ideologici che verrebbero a crearsi e perché qualcuno si chiederebbe il perché e sicuramente nessuno potrebbe cavarsela con un semplice "E' così punto e basta!". Alcuni scienziati (che, come si dice dalle mie parti, sono più furbi che belli), che scienziati non sono, dovrebbero ricordarsi che il metodo scientifico è basato su esperimenti empirici senza margine di errore e non su tentativi che se sono errati vengono insabbiati e solo quando qualche risultato soddisfa le loro teorie allora viene considerato. La scienza deve dimostrare la teoria, viceversa, la teoria muore. Invece sembra che pur di mantenere viva una teoria, vengano omesse o cambiate certe regole scientifiche solo perché una spiegazione diversa sarebbe troppo difficile da sostenere.
Invece uno che la pensa diversamente è il nostrano premio nobel per la fisica Carlo Rubbia, il quale (durante lo studio del micro-cosmo, cioè tutto quello che è contenuto negli atomi; studio eseguito con microscopi elettronici) dichiarò, con una sicurezza che solo uno scienziato con prove alla mano può avere, che: "Di fronte all'armonia e razionalità delle leggi fisiche e biologiche è impossibile non ammettere un'Intelligenza organizzatrice" (sala-convegni Hotel Versiliana di Marina di Pietrasanta nel 1987).
La sua convinzione va ampiamente contro alla corrente evoluzionista che invece afferma che l'universo è nato da un puntino piccolissimo, ma con una massa compressa e pesantissima, che ad un certo punto è esploso e casualmente ha formato in pochissimo tempo tutto quello che vediamo, i miliardi di galassie e le centinaia di miliardi di stelle in esse contenute, con tutte le sue regole perfette e i suoi equilibri delicatissimi. Concetto che prima era già stato applicato anche alle forme di vita sulla terra, dovute (secondo loro) da una cellula che ad un certo punto avrebbe inziato ad evolvere e casualmente a formare casualmente tutte le forme di vita attualmente esistenti grazie all'evoluzione delle specie. Questo è poi stato avvalorato dalle datazioni radiometriche, però, si sono dimenticati di dirci che non sono correttissime, anzi...
Per esempio (sempre dallo stesso sito) anche la datazione dei fossili di Australopithecus ramidus presentano delle stranezze: "Allo scopo di effettuare una prima datazione si quello scheletro si è provato a valutare i campioni di basalto più vicini allo strato da cui sono stati estratti i fossili: la maggior parte di tali campioni, analizzati col metodo argon-argon, ha portato alla stima di un'età di circa 23 Milioni di anni. Siccome una tale datazione era in contraddizione con la tesi ufficialmente accettata che gli ominidi hanno al massimo 6 o 7 milioni di anni, gli autori di tale ricerca hanno deciso di scartare queste datazioni troppo vecchie. Così esaminarono campioni di basalto più lontano dai fossili e scelsero 17 su 26 esempi, per ottenere un’età molto più accettabile di 4,4 milioni di anni. I nove campioni rimasti fornirono età molto più vecchie, ma gli autori decisero che fossero contaminati, e perciò li scartarono. È così che funziona la datazione radiometrica. È guidata dai pregiudizi e dalla costante manipolazione dei dati per spiegare tutto alla luce di teorie ormai obsolete e fallaci. In termini più filosofici e sociologici potremmo dire con T. Kuhn che gli scienziati, più che “spiegare”, cercano di “piegare” l’esistente cercando di conformare i dati dell’esperienza alle teorie più in voga, cercando di fare entrare i dati sperimentali entro le scatole preconfezionate delle teorie ortodosse." (WoldeGabriel, G. et al, Ecological and temporal placement of early Pliocene hominids at Aramis, Ethiopia, Nature 371 del 1994: pag. 330-333)

ma é pieno di traffico, di fabbriche ecc... non dovrebbero essercene neppure le tracce, l'unica particella di ozono sopravvissuta dovrebbe sentirti come quella di sodio della famosa pubblicità!!
