La datazione radiometrica è veritiera?

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La datazione radiometrica è veritiera?

Messaggiodi AlessandroNY il lun 26 mag 2008, 10:48

Ho trovato un paio di cose interessanti dal sito del Centro Ufologico di Taranto. Cose che metterebbero in dubbio alcune cose che vengono propinate da anni come verità assolute della scienza moderna.

"Nel 1986 dal vulcano St. Helen fuoriuscì della lava, nel 1997 cinque campioni di quella colata lavica furono analizzati per essere datati col metodo dei radioisotopi (il metodo del potassio-argon per l'esattezza): il risultato fu non solo che eventi contemporanei furono datati in maniera completamente differente, ma che rispetto alla data reale (appena 11 anni) si ottennero date comprese fra poco meno di mezzo milione di anni e quasi 3 milioni di anni. L'errore percentuale massimo commesso in tale "misurazione" è di circa a 2.000.000.000%, leggasi 2 miliardi per cento!"

Com'è possibile? Non dico che tutte le datazioni siano necessariamente errate, ma quante sono scientificamente veritiere? Oppure alcuni scienziati, pur di dimostrare che hanno ragione loro, tentano in tutti i modi di non farci vedere gli errori dei metodi radiometrici di datazione, per poi poterci dire che "prove alla mano, la scienza dice..."?

A quanto pare questo "piccolo" errore di datazione, del quale nessuno ha detto nulla ai media più commercializzati, viene abilmente nascosto, forse per ovviare agli innumerevoli problemi ideologici che verrebbero a crearsi e perché qualcuno si chiederebbe il perché e sicuramente nessuno potrebbe cavarsela con un semplice "E' così punto e basta!". Alcuni scienziati (che, come si dice dalle mie parti, sono più furbi che belli), che scienziati non sono, dovrebbero ricordarsi che il metodo scientifico è basato su esperimenti empirici senza margine di errore e non su tentativi che se sono errati vengono insabbiati e solo quando qualche risultato soddisfa le loro teorie allora viene considerato. La scienza deve dimostrare la teoria, viceversa, la teoria muore. Invece sembra che pur di mantenere viva una teoria, vengano omesse o cambiate certe regole scientifiche solo perché una spiegazione diversa sarebbe troppo difficile da sostenere.

Invece uno che la pensa diversamente è il nostrano premio nobel per la fisica Carlo Rubbia, il quale (durante lo studio del micro-cosmo, cioè tutto quello che è contenuto negli atomi; studio eseguito con microscopi elettronici) dichiarò, con una sicurezza che solo uno scienziato con prove alla mano può avere, che: "Di fronte all'armonia e razionalità delle leggi fisiche e biologiche è impossibile non ammettere un'Intelligenza organizzatrice" (sala-convegni Hotel Versiliana di Marina di Pietrasanta nel 1987).

La sua convinzione va ampiamente contro alla corrente evoluzionista che invece afferma che l'universo è nato da un puntino piccolissimo, ma con una massa compressa e pesantissima, che ad un certo punto è esploso e casualmente ha formato in pochissimo tempo tutto quello che vediamo, i miliardi di galassie e le centinaia di miliardi di stelle in esse contenute, con tutte le sue regole perfette e i suoi equilibri delicatissimi. Concetto che prima era già stato applicato anche alle forme di vita sulla terra, dovute (secondo loro) da una cellula che ad un certo punto avrebbe inziato ad evolvere e casualmente a formare casualmente tutte le forme di vita attualmente esistenti grazie all'evoluzione delle specie. Questo è poi stato avvalorato dalle datazioni radiometriche, però, si sono dimenticati di dirci che non sono correttissime, anzi...

Per esempio (sempre dallo stesso sito) anche la datazione dei fossili di Australopithecus ramidus presentano delle stranezze: "Allo scopo di effettuare una prima datazione si quello scheletro si è provato a valutare i campioni di basalto più vicini allo strato da cui sono stati estratti i fossili: la maggior parte di tali campioni, analizzati col metodo argon-argon, ha portato alla stima di un'età di circa 23 Milioni di anni. Siccome una tale datazione era in contraddizione con la tesi ufficialmente accettata che gli ominidi hanno al massimo 6 o 7 milioni di anni, gli autori di tale ricerca hanno deciso di scartare queste datazioni troppo vecchie. Così esaminarono campioni di basalto più lontano dai fossili e scelsero 17 su 26 esempi, per ottenere un’età molto più accettabile di 4,4 milioni di anni. I nove campioni rimasti fornirono età molto più vecchie, ma gli autori decisero che fossero contaminati, e perciò li scartarono. È così che funziona la datazione radiometrica. È guidata dai pregiudizi e dalla costante manipolazione dei dati per spiegare tutto alla luce di teorie ormai obsolete e fallaci. In termini più filosofici e sociologici potremmo dire con T. Kuhn che gli scienziati, più che “spiegare”, cercano di “piegare” l’esistente cercando di conformare i dati dell’esperienza alle teorie più in voga, cercando di fare entrare i dati sperimentali entro le scatole preconfezionate delle teorie ortodosse." (WoldeGabriel, G. et al, Ecological and temporal placement of early Pliocene hominids at Aramis, Ethiopia, Nature 371 del 1994: pag. 330-333)
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Re: La datazione radiometrica è veritiera?

Messaggiodi PR-Salsero il lun 26 mag 2008, 15:25

Che dire...
...io l'ho già detto altre volte che ci prendono per il c....!!!!!!!

é come la storia del buco nell'ozono....
siamo dei mostri che distruggono ozono, vergogna.... però poi a Milano non uscite di casa perché ce n'é troppo!!! :shock:

...a MIlano??? :o ma é pieno di traffico, di fabbriche ecc... non dovrebbero essercene neppure le tracce, l'unica particella di ozono sopravvissuta dovrebbe sentirti come quella di sodio della famosa pubblicità!!

...poi mi spiegano anche perché ci hanno fatto smettere di usare i CPF (ovviamente a favore di gas MOLTO più costosi) e non é cambiato nulla??
...poi mi spiegano anche perché, l'ozono che si crea con le scariche elettriche, non cresce invece grazie alla miriade di "roba" elettrica che utilizziamo??

...poi mi spiegano anche come mai... se i ghiacciai si sciolgono il monte bianco, la cui sommità é di ghiaccio, é cresciuto di 8m?? ...come dice la Litizzetto... ha fatto le cure ormonali? ma come mai non gli sono cresciute le tette?? :D

...e mi spiegano anche come mai... se i ghiacciai non si sono mai ritirati tanto "a memoria d'uomo" (ma secondo molti da secoli e secoli), in dolomiti da sotto il ghiaccio stanno spuntando fortificazioni della 1a guerra mondiale?? ...é stata nel '15/'18 quindi solo 90 anni fa!!!

é tutto strumentalizzato, spesso per fini di lucro!!
come la saccarina dichiarata cancerogena quando é stato immesso sul mercato il fruttosio... poi é emerso che avevano contratto il cancro alcuni topi a cui avevano somministrato dosi di saccarina equivalenti, in un uomo, ad un Kg al giorno!! ...ma se mangio un Kg di zucchero al giorno non mi viene il cancro solo perché muoio di diabete in una settimana!!!
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Re: La datazione radiometrica è veritiera?

Messaggiodi AlessandroNY il lun 26 mag 2008, 16:07

Giuso PR, ma la questione è sfortunatamente molto più ampia!

Io penso che più si cercano risposte in modo teorico e si tenta di far dire alla scienza quello che si vuole, più si dicono fesserie.
Io credo fermamente che la datazione radiometrica tenta a tutti i costi di dimostrare quello che teorizzò Darwin, solo che Darwin basò la sua teoria (che è comunque una teoria e non una certezza come invece insegnano) sulla base di studi e ricerche fatte in un momento storico in cui la scienza non era così avanzata. Darwin sosteneva che alcuni orsi si erano evoluti in balene mentre cercavano di cacciare i pesci. Ora mi sembra che poche persone penserebbero credere ad una cosa simile.

Un contemporaneo di Darwin sosteneva che visto che le caratteristiche venivano accumulate di generazione in generazione, significa che ad esempio le giraffe sono evolute dai cervi e i loro colli si erano allungati mentre cercavano di mangiare le foglie dai rami più alti degli alberi. Ma addirittura arrivò a dire che se le braccia di una famiglia venissero tagliate per generazioni, i bambini inizierebbero a nascere senza braccia! :shock: :doubt:
Ora queste teorie a me sembrano più da manicomio che altro!

Il fatto è che dicevano ste cose perché non avevano le tecniche avanzate di oggi, dove si può vedere quello che c'è dentro le cellule e dentro agli atomi, dove ci sono dei meccanismi così delicati che se si cambiasse una sola piccola cosa in modo casuale, tutto collasserebbe. Avessero saputo questo, difficilmente avrebbero sostenuto una teoria che prevede l'evoluzione casuale, visto che a caso nel micro-cosmo, non può variare nulla, sennò crolla tutto.

La teoria evoluzionista basa il tutto su delle variazioni evolutive da una specie ad un'altra, in modo totalmente casuale. Ovviamente l'archeologia non ha trovato un solo fossile che dimostri queste forme di vita intermedie, tipo un essere mezzo rettile, mezzo uccello o un pesce con le scaglie dei rettili. Si potrebbe pensare che siano andate perse nei secoli, ma allora com'è possibile che invece le ossa dei dinosauri che dovrebbero risalire a molti milioni di anni fa sono state trovate e invece questi esseri intermedi no?

Come può una persona che vuole conoscere la verità, credere che tutto quello che abbiamo sotto gli occhi sia veramente frutto di variazioni casuali partite da una cellula che non si sa come sia nata e soprattutto come si sia potuta evolvere da sola senza aiuti esterni?

Fred Hoyle, professore, matematico ed astronomo, dichiarò ironicamente sul giorale "Nature" del 12/11/1981: “La probabilità che una cellula vivente sia stata generata per caso, è paragonabile alla probabilità della produzione di un Boeing 747 a causa di una bufera che colpisca un deposito di ferri vecchi” (ironia, ma la teoria darwinista sostiene proprio quello!)
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Re: La datazione radiometrica è veritiera?

Messaggiodi PR-Salsero il lun 26 mag 2008, 16:29

Bellissima la "teoria" di Fred Hoyle :lol:

Beh... quì andiamo su argomenti molto scottanti!!

...comunque anche se avessimo la dimostrazione "certificata" che la cellula si sia evoluta casualmente sposteremmo solo la domanda...
...da dove é nata quella cellula??

...così come se si dimostrasse una "presenza superiore" la domanda diventerebbe
...chi l'ha generata?

Non credo che avremo mai risposta "all'indovinello iniziale"... però se molti scenziati lavorassero con maggiore coscienza anzichè perseguire solo una dimostrazione delle proprie teorie, almeno faremmo più chiarezza sull'evoluzione e la storia del mondo e probabilmente ne trarremmo maggiori vantaggi!!
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Re: La datazione radiometrica è veritiera?

Messaggiodi AlessandroNY il lun 26 mag 2008, 17:20

Sono d'accordo con te PR, non serve dimostrare le proprie teorie, ma bisogna prendere le prove e valutarle in modo oggettivo. Invece sembra che spesso vengano prese in considerazione solo se avvalorano la propria teoria, sennò vengono scartate.

Riguardo alla famigerata "prima cellula", venne fatto un esperimento nei primi anni 50 da Stanley Miller.
Miller fece reagire dei gas che si presupponeva fossero presenti nell'atmosfera primitiva; così facendo si formarono delle molecole organiche semplici e così dimostrò che da una reazione chimica potevano nascere delle cellule organiche. Sfortunatamente per lui più avanti si dimostrò che quei gas da lui utilizzati, non potevano essere presenti nell'atmosfera primitiva, quindi il suo esperimento fallì!

Jeffrey Bada (professore di geochimica) sul mensile scientifico "Earth" del febbraio '98, dichiarò: “Oggi che stiamo lasciando alle spalle il XX secolo non siamo ancora in grado di dare una risposta concreta alla domanda fondamentale che ci eravamo posti all’inizio del secolo: “Come si è originata la vita?”

Comunque fino ad oggi nessuno è riuscito a spiegare e a riprodurre scientificamente la base della teoria darwinista, sicché credere ciecamente a quella teoria è esattamente come credere che l'umanità è i frutto di un esperimento andato male degli extraterrestri (cosa che alcuni credono).

Siccome la spiegazione della vita non è ancora possibile, nonostante la tecnologia avanzata che abbiamo e nonstante si stiano facendo esperimenti da 150 anni, io penso che sarebbe necessario fare un bel tavolo di confronto e cercare di capire se è veramente possibile dare una risposta alle domande Chi siamo? Dove andiamo? Da dove arriviamo?
Capendo che la scienza non può dare queste risposte, si arriverebbe all'unica conclusione possibile, cioè che se non è tutto frutto del caso e se l'ordine universale è rispettato sia nel macro che nel micro cosmo (con le medesime caratterstiche e gli stessi perfetti equilibri; cosa evidentemente impossibile se il tutto fosse frutto del caso), significa che la nostra mente non è in grado di spiegarlo, ma se tutto questo esiste significa che qualcuno di più intelligente di noi l'ha creato, viceversa avremmo già capito tutto.

Un uomo molto saggio disse "Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi", il problema è che troppa gente vuole imporre la propria verità, ma se tutti la cercassero nella stessa direzione, sarebbe la Verità stessa ad unire tutti i pensieri.
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