Ringrazio Roby per l'attestato di stima, mi fai arrossire

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Guido, io sono di Biella e ballo alla D&G.
Non conoscendoti non sapevo come avresti preso il mio post, ma mi fa piacere che tu l'abbia preso nell'esatta maniera che intendevo io, cioè come consiglio. Ripeto, io anni fa non ero tanto diverso da te, poi con il tempo (soprattutto vedendo gente come Valdes e facendo stage con Esmil Diaz, Eddie Torres e molti altri), mi sono reso conto che quelle capacità che io e anche gli altri mi riconoscevano (devo ammettere che mi credevo molto bravo, ora invece ballo e basta e so che c'è da imparare da chiunque, anche da te Guido, non è una presa in giro, lo penso veramente), erano nulle al confronto dei veri ballerini. Quindi ho iniziato a rimboccarmi le maniche.
Riguardo le coreografie (mi sono reso conto che mancava il mio commento su quelle) devo dire che le figure mi piacciono molto e se sono state inventate da voi, tanto di cappello.
Per il resto io non sono uno cui non piace dire "Bravo!" e poi magari dietro le spalle dire "Non mi piace affatto". Penso che sia decisamente più costruttivo mettere in campo la propria esperienza. Anche a riguardo del come guardare verso la platea, non crediate che me lo sia inventato io, me l'hanno insegnato e non è che dalla prima volta che sono stato su di un palco è andato tutto ok...anzi!
Quindi in conclusione sono felice della tua umiltà nell'accettare i consigli e se ci sarà l'opportunità di conoscesi una volta, sarò felice di farti vedere qualche cosa. Poi ovviamente il miglior trainer è la pista da ballo dove poi applichi quello che impari, non tanto le figure, più che altro ti crei uno stile tuo. Ricordo che un giorno un ragazzo a scuola mi chiese "Come faccio a diventare bravo come te?" la mia risposta fu "Non puoi diventare bravo come me! Puoi diventare bravo come te stesso, migliorare, ma non diventare come me!" Il ballo è una cosa personalissima e il mio stile o il mio modo di ballare non ho mai e non vorrò mai che diventi lo stesso di un mio alievo. Quello che invece voglio è che i miei alievi tirino fuori il loro modo personale di ballare e non che diventino una mia copia, non servono tanti Ale, ma servono un Ale, un Guido, un Roby, ecc; cioè tante teste che riescono a metterci del loro mentre ballano. Il mio più grande maestro è stato sicuramente Eddie che durante uno stage vedendo un suo alievo ballare benissimo il passo che stava insegnando, fece fermare tutti noi e disse "Guardate lui come lo fa". Quindi il "maestro dei maestri" fece fermare i suoi alievi (circa 100 persone!) in un suo corso perché vedessero come un alievo facesse bene un passo che stava insegnando. Credetemi, avevo la pelle d'oca; quella cosa ha veramente cambiato la mia prospettiva di ballare e poi anche di insegnare.
Scusate se mi sono dilungato ma credevo fosse utile sentire queste cose.